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Ticino: FINALMENTE una commissione per la Giustizia

Da: La regione, 2.12.08 pag 4

Una commissione per la Giustizia
 L'argomento all'ordine del giorno della seduta di domani della Legislativa. Le proposte del relatore

di Andrea Manna
  L'idea di creare in seno al par­lamento ticinese una ‘Commis­sione giustizia' era stata lancia­ta nel 2002 dall'allora deputato Ppd, nonché all'epoca relatore del rapporto riguardante il pro­getto di nuova legge sul Gran Consiglio, Fulvio Pezzati. È stata poi ripresa l'anno scorso dalla Commissione della legisla­zione con un'iniziativa generica che il plenum ha accolto. Inizia­tiva che è quindi tornata in com­missione per essere tradotta in una proposta di modifica delle norme sul parlamento. L'argo­mento è all'ordine del giorno an­che della riunione di domani della Legislativa. Salvo rinvii, sotto la lente dei commissari ci sarà di sicuro la bozza di rappor­to firmata dal popolare-demo­cratico Filippo Gianoni.
  Nel documento, dice Gianoni alla "Regione Ticino", « si invita il plenum del Gran Consiglio a istituire, rivedendo pertanto la legge sul parlamento, una com­missione ad hoc sulla giustizia, il cui principale obiettivo sarà quello di fungere da interfaccia, da ponte, come scrivo nel rappor­to, fra il potere giudiziario e quel­lo legislativo favorendo tra i due, nel totale rispetto della separa­zione dei poteri, il passaggio del­le informazioni, il dialogo ». Cer­te richieste della magistratura, continua il relatore, « molte volte non vengono capite dal Gran Consiglio: in parlamento si inne­scano così delle discussioni che le­dono l'immagine della nostra giustizia »».
  Le mansioni Diversi i compiti che, secondo quanto suggerisce Gianoni, ver­rebbero attribuiti alla Commis­sione giustizia. « Vaglierebbe i rapporti del Consiglio della ma­gistratura sul funzionamento di questo o quell'ufficio giudiziario. Sempre dal Consiglio della magi­stratura riceverebbe copia delle eventuali sanzioni disciplinari. Preparerebbe anche la fase lega­ta alla nomina dei magistrati: in tal senso la Commissione giusti­zia si occuperebbe - spiega Gia­noni - dell'allestimento e della pubblicazione dei concorsi ma anche dell'esame dei preavvisi al­lestiti dal Consiglio della magi­stratura in caso di rielezione e dalla Commissione d'esperti in­dipendenti per quel che concerne le nuove candidature, facendo in seguito un rapporto all'attenzio­ne del Gran Consiglio, chiamato a designare giudici e procuratori pubblici, con tutti gli elementi ne­cessari affinché lo stesso parla­mento possa decidere con piena cognizione di causa ». Oggi, ri­corda il deputato Ppd, questa fase è di competenza dell'Ufficio presidenziale del Gran Consi­glio « che nel proprio rapporto al plenum si limita però a riprende­re in sostanza le conclusioni dei preavvisi del Consiglio della ma­gistratura e del gruppo di esperti ». La Commissione giusti­zia, continua Gianoni, « esami­nerebbe inoltre i rendiconti an­nuali delle varie autorità giudi­ziarie perché il parlamento possa effettivamente esercitare l'alta vi­gilanza sul potere giudiziario ». Prendendo a suo tempo posi­zione, il gruppo giuristi della Vpod ha paventato tra l'altro la trasformazione della Commis­sione giustizia "in una sorta di Commissione parlamentare d'inchiesta permanente"... « No, quella sulla Giustizia non sarà una commissione ficcanaso; non si pronuncerà, e del resto non può farlo proprio in virtù del princi­pio della separazione dei poteri, sulle sentenze o sulle decisioni emesse dai magistrati », sottoli­nea Gianoni: « I suoi compiti sono altri e fra questi vi sarebbe pure quello di presentare alla commissione granconsigliare della Legislazione delle proposte per migliorare se del caso il fun­zionamento della giustizia ». Così come il compito di valutare « le petizioni indirizzate al Gran Consiglio che hanno per oggetto il potere giudiziario ». I messaggi del governo su riforme legislati­ve che toccano la magistratura continuerebbero invece a finire sul tavolo « della Commissione della legislazione ».
  Composizione, divergenze
  Con quest'ultima, spiega an­cora Gianoni, la prevista Com­missione giustizia avrebbe « stretti contatti ». Anche perché i suoi membri (« un membro per ogni gruppo parlamentare »), propone il relatore, « farebbero già parte dalla Legislativa ». La Commissione giustizia « sarebbe comunque completamente indi­pendente dalla commissione del- la Legislazione, non sarebbe una sua sottocommissione: per certi aspetti mi sono ispirato alle com­missioni parlamentari su Banca­Stato e Aet per il controllo del mandato pubblico ».
  Per il deputato del Plr Jac­ques Ducry, giudice istruttore federale ed ex procuratore pub­blico, la Commissione giustizia « dovrebbe essere sganciata del tutto da quella della Legislazio­ne: dovrebbe essere una commis­sione speciale - formata da alme­no nove parlamentari - come ne esistono già su altri settori im­portanti della società, penso in particolare alle commissioni Sa­nitaria, Scolastica e Tributaria ». Una commissione, quella sulla giustizia, « che dovrebbe espri­mersi anche in merito ai messag­gi del Consiglio di Stato su revi­sioni normative che interessano il potere giudiziario ».
 




 




‘Si vuole anche favorire il dialogo tra i poteri giudiziario e legislativo'
 TI- PRESS
 TI- PRESS
 Filippo Gianoni

 

 

Da: La regione, 5.12.08 pag 5

Commissione giustizia, la parola torna ai gruppi parlamentari

  Commissione giustizia, se ne riparlerà a gennaio. La parola torna intanto ai gruppi parlamentari. Quanti membri dovrebbe contare la nuova commis­sione granconsigliare? Quali compiti assegnarle? Sono i principali nodi che i deputati della Legislativa sono chiamati a sciogliere prima di suggerire al plenum la creazione di una Commissione giustizia (vedi pure "laRegioneTi­cino" di martedì). Se ne è parlato anche nella seduta di ieri della Commissio­ne della legislazione. Il Plr, con Jacques Ducry, propone di istituire sulla giu­stizia una commissione speciale (come la Scolastica, la Sanitaria ecc.), sgan­ciata quindi a tutti gli effetti dalla Legislativa, composta di almeno nove membri e competente ad esaminare anche i messaggi del governo concer­nenti modifiche normative che interessano la magistratura. « Una proposta che potrebbe trovarmi d'accordo », dice il deputato Ppd Filippo Gianoni, auto­re di una bozza di rapporto secondo cui la Commissione giustizia non do­vrebbe occuparsi dei messaggi del Consiglio di Stato, lasciando l'esame di quest'ultimi alla Legislativa. « L'importante è arrivare con una proposta unica in Gran Consiglio », aggiunge Gianoni. Ieri la Commissione della legislazione ha quindi deciso di dare nuovamente la parola ai gruppi parlamentari.

 

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