Riforma della ARP!
Ho ascoltato con molta attenzione la trasmissione 6 di sera su Rete uno di domenica 25 gennaio 2026.
Quando ho sentito dire dalla portavoce in parlamento della proposta di riforma delle ARP, che i punti di incontro vanno potenziati, mi sono indignato.
Ho proprio capito che la granconsigliera Gendotti sta parlando di un argomento che non conosce proprio per mancanza di esperienza di vita e/o di una sufficiente conoscenza di quanto di scellerato, con abuso di autorità e di diritto messo in atto o di quanto di legittimo e legalmente vincolante omesso dalle varie ARP sparse sul territorio! Diversamente non so spiegarmelo!
La signora Gendotti non ha ancora capito l'importanza della posta in palio in questo settore tanto delicato: le ricordo che si parla di affetti primari e in secondo luogo di tanti soldi!
Le sue parole sono la dimostrazione della sua superficialità: “I tribunali- conclude la deputata- hanno solo il compito di emanare delle decisioni, poi queste devono essere eseguite ...” Trovo grave questo solo, forse non si rende conto che si decide del destino di minori e genitori!
Magari alla signora Gendotti ricordo che oltre alla incompetenza di emanare le decisioni, spesso questi giudici non fanno neppure accertamenti prima di decidere, tutto avviene con una superficialità da principianti! Come mi ha disse la presidente Torricelli durante una udienza, “è talmente difficile capire certe dinamiche in separazioni complesse”... e quindi aggiungo io... lei agisce a modo suo e mi spiego meglio. In questo sistema ci sono funzionari che non sanno come risolvere queste situazioni e decidono di dispensare pene massime quali interruzione dei contatti con il minore, privazione del pernottamento presso il genitore non affidatario, sperando che chi le subisce, nella maggior parte dei casi il padre che, tra le altre cose, subisce pure forti pressioni finanziarie, reagisca con la violenza per poi estrometterlo definitivamente e classificarlo come genitore inidoneo! Questa è la testimonianza di un funzionario dentro il sistema che ha svelato i segreti di questi pseudo professionisti! Signora Gendotti, se lo Stato vuole intromettersi nella famiglia, lo faccia con competenza, formazione, rispetto, diversamente è meglio che ne stia fuori!In particolare poiché è un settore tanto delicato ed è facile compiere grossi danni!
Alla signora Gendotti voglio ricordare che il sistema attuale ha fatto scorrere bagni di sangue a sufficienza, proprio per i motivi da me sopraccitati e va rivoltato ma non potenziando i punti di incontri, nocivi per di più anche al minore! Oso pensare che non sappia di cosa stiamo parlando, poiché le sue osservazioni mi fanno rabbrividire!
Questo sistema, con l'affidamento esclusivo, crea la lite, favorisce gli abusi di potere e soprattutto elimina un genitore dalla vita e dall'educazione della propria prole, spesso per la colpa di “essere solo padre” e questo non va bene! Il genitore privato del suo ruolo, castigato per la colpa di aver dato un importante contributo alla società quale un futuro cittadino, oltre al danno di non poterlo vedere crescere ed educare, è punito finanziariamente, da dover devolvere alimenti proprio al genitore che con l'affidamento esclusivo non conosce limiti nel compiere abusi di potere e vendette nei suoi confronti! Qui è importante saper mettere in atto il comandamento “Porgi l'altra guancia a chi ti fa del male” tutt'altro che facile ma indispensabile!
Il genitore senza affidamento è emarginato e anziché educare si trova con il solo compito di sostentare, senza diritto di proferire parola alcuna a livello educativo!
Poi l'altro braccio dello Stato piange poiché calano le nascite!
Un genitore quando si trova in questa situazione sostenuta dallo Stato stesso, può esser costretto e istigato dai comportamenti alienanti e oppositivi della madre (non rispondere apposta al telefono, non consegnare il figlio al padre per i DDV, ecc) ad effettuare appostamenti per poter vedere il proprio figlio e magari essere denunciato per stalking! Assurdo è il minimo che si possa dire!
Credo che i pregi della custodia alternata dovrebbero essere noti, almeno agli addetti ai lavori, ma mi sono accorto che non lo è, infatti quando ho parlato del dott. Vezzetti all'ARP15 di Bellinzona, nessuno sapeva chi fosse! Per questo motivo invito la signora Gendotti a legger l'esposto di un pediatra di riferimento quale il Dott. Vezzetti, un luminare in questo settore che se dovesse sentire la sua frase in cui afferma che “sarà indispensabile già da subito discutere con il DSS per cercare di trovare delle soluzioni alla carenza di posti presso i CEM e anche presso i punti di incontro che sono sempre sovraffollati” ebbene Vezzetti rabbrividirebbe! Mi chiedo sulla base di quali studi la signora Gendotti si permette di affermare tutto ciò! Assurdo! Questo significa persistere e continuare con la stessa modalità attuale decisamente inadatta e dimostra che in questo settore operano troppi avvocati, senza formazione medico psicologica, alcuna, senza formazione a livello educativo, senza empatia, privi di buon senso, dannosi in primis per il minore, con il solo scopo di arricchirsi e mi riferisco agli avvocati difensori di cui posso portare nomi e cognomi di avvocati illustri che operano sulla piazza ticinese!
Il punto di incontro deve essere un'ultima ratio e non la regola! Lo Stato deve puntare sulla mediazione, e soprattutto sulla eliminazione delle discriminazioni: la custodia alternata deve essere un diritto di ogni figlio e genitore, ancorato nella costituzione e non deve dipendere da alcun giudice, magari senza formazione adeguata, senza figli propri, come capita puntualmente presso ARP15 e addirittura parziale, oltre che privo di empatia!
Credo debba essere chiaro a tutti che in un settore tanto importante bisogna partire dalle pari opportunità e redarguire il genitore che sgarra! Così facendo le assicuro che i problemi diminuiscono drasticamente e di pari passo le entrate per gli avvocati divorzisti!
Condivido le parole di Pietro Vanetti che la formazione del personale che si occupa di queste tematiche va implementata eccome e aggiungo che una pulizia tra gli attuali funzionari deve essere eseguita, diversamente saremo ancora allo stesso punto, dove l'incompetenza e l'ignoranza, la mancanza di empatia, la fanno da padrone!
Il sottoscritto ha portato infatti avanti un ricorso fino al tribunale d'appello contro ARP15 e la presidente aggiunta Clarissa Torricelli, pure ricusata con successo, risultata poi soccombente!
La signora Gendotti afferma che è una questione di credibilità, quasi facendo passare che spostando il tutto dai comuni al Cantone, dalle ARP alle Preture di protezione giudiziarie si risolvano tutti i problemi ma questa è utopia: la mancanza di credibilità è dovuta alla mancanza di formazione dei funzionari e alla mancata volontà dei politici come lei di affrontare le tematiche con cognizione di causa, con studi seri, ascoltando magari le testimonianze di coloro che ci passano o sono passati attraverso le sgrinfie dello Stato!
Damiano Dell'Oro docente di scuola elementare con 30 anni di esperienza
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