Svizzera This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.

Seicento minorenni " affi­dati" a un istituto o a una fa­miglia perché bisognosi di protezione

Da: La regione, 25.11.08, pag 3
Seicento minorenni... fuori casa.
Affidamento temporaneo in Ticino. Ivan Pau-Lessi: ‘La situazione non è da considerare allarmante'.

  Seicento minorenni " affi­dati" a un istituto o a una fa­miglia perché bisognosi di protezione. Non sempre ra­gazzi piccoli. Anzi. Il numero degli adolescenti " difficili" tende a crescere così come la necessità di trovare spazi ade­guati per affrontare il pas­saggio all'età adulta. Quattro­cento casi necessitano di un collocamento residenziale, seppur temporaneo. Per due­cento è invece sufficiente la collocazione diurna.
  I numeri spesso non dicono tutto. « Non è una situazione al­larmante » ci dice Ivan Pau­Lessi, capo dell'Ufficio delle famiglie e dei minorenni del Dipartimento della sanità e della socialità ( Dss). « Com­prendo però che le cifre esposte potrebbero indurre ad un ap­proccio preoccupato sull'argo­mento » aggiunge subito.
  «In verità
- precisa il nostro interlocutore - si tratta di una situazione molto simile a quel­la della maggior parte dei can­toni svizzeri. Una situazione che si è consolidata negli ulti­mi anni e che risponde alle ne­cessità di protezione dei mino­renni. Ci sono, è vero, aspetti di inquietudine che toccano so­prattutto l'ambito dell'adole­scenza, per la quale non sem­pre vi sono risposte immediate e adeguate. Rispetto a quindi­ci anni fa erano piuttosto i fan­ciulli ad essere affidati, oggi c'è una maggiore richiesta legata all'adolescenza » .
  Cambia in parte il contesto e, di conseguenza, l'approccio. Lo Stato, non a caso, ha perfe­zionato negli anni i percorsi professionali per valutare la necessità di un intervento a so­stegno e a protezione del mino­renne. Ad ogni affidamento c'è sempre un assistente sociale o un operatore, incaricati di ve­rificare lo stato di avanzamen­to e di necessità dell'affida­mento in corso. La fase dell'af­fidamento può durare a breve o medio- lungo termine, a se­conda delle esigenze e delle ne­cessità. « In questo momento le statistiche ci dicono che in Tici­no ci sono 318 posti a disposizio­ne nei centri educativi per mi­norenni riconosciuti e sussidia­ti dallo Stato, mentre 125 sono quelli garantiti dalle famiglie affidatarie».

Quali sono le cau­se principali che portano al­l'affidamento di minorenni? « Le motivazioni sono diverse. Partirei dalle situazioni di for­te fragilità della famiglia: geni­tori con grosse e riconosciute difficoltà a seguire il ragazzo. In diversi casi si è di fronte a una situazione di separazione coniugale molto conflittuale e, per debolezza o fragilità emoti­va, non si riesce a garantire adeguatamente l'educazione del figlio con il rischio di pre­giudicarne lo sviluppo. Da qui la necessità, anche solo tempo­ranea, di sostenere i genitori at­traverso un affidamento del fi­glio » ci dice Pau-Lessi. Ma non solo. Non mancano le diffi­coltà provocate dai problemi di ordine psichiatrico. Padri o madri ricoverati in cliniche specializzate che non sempre sono in grado di provvedere ai bisogni primari dei propri fi­gli. Ed ancora la dipendenza, sempre dei genitori, dalla dro­ga e dall'alcool sino alla vio­lenza (maltrattamento, trascu­ratezza, abuso) sui figli e in al­cuni casi persino all'abbando­no. Un quadro pesante, seppur circoscritto, che non può certo essere ignorato.
  Avete riscontrato gravi casi di abusi all'interno delle fami­glie?
  «Sì, ne abbiamo registrati qualcuno, ma pochi se conside­rati nel contesto generale dell'af­fidamento. Certo questi sono particolarmente bisognose».
  E cosa capita se durante l'af­fidamento il minorenne non riesce ad ottenere i risultati che vi aspettate? Se non si rie­sce a reinserirlo nella famiglia naturale? « Ci sono alcune si­tuazioni dove s'intravvede che non è possibile effettuare un progetto di ricostituzione delle condizioni di accoglienza del fi­glio nella propria famiglia na­turale e allora si valuta la pos­sibilità di trovare una famiglia alternativa. In questi casi si cerca di evitare il prolungato affidamento nel centro educati­vo » ci dice Pau-Lessi.
  I mass media di tutta la Sviz­zera, alcune settimane fa, han­no riportato una vicenda dai contorni torbidi: dal 1920 al 1970 nel nostro Paese migliaia di bambini furono dati in affi­damento e impiegati come for­za lavoro a buon mercato, so­prattutto nelle fattorie situate oltre S. Gottardo, spesso vitti­me di maltrattamenti.
  Siete a conoscenza di casi analoghi in Ticino? « A noi ri­sulta che questo fenomeno ab­bia toccato la Svizzera tedesca e la Romandia - conclude Ivan Pau-Lessi - e pertanto non sia­mo in possesso di notizie simili riferite al Ticino. Non possia­mo dire, dunque, che anche alle nostre latitudini vi siano stati affidamenti di questa natura ».
 M.A.
 




Un abbraccio ‘alternativo'

Comments

Newspaper

Movimento Papageno examines the legal and social impact of separation and divorce, with particular attention to the well-being of minors and shared parental responsibility.

We provide documentation and analysis to support informed decisions and balanced public discussion in Ticino and Switzerland.

Subscribe to receive updates.

A warned man is half saved

Best interests of minors

Harm to minors