Svizzera This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.

È questa la nostra modernità?

Da: Mattino della Domenica, 25.11.2012, pag 30


È questa la nostra modernità?

Domenica 11 novembre 2012, è an­data in onda, alla RSI, la trasmis­sione Linea Rossa. A questo proposito vorrei partire da alcune riflessioni attinenti alla puntata per così dire dedicata al divorzio, per giungere poi a considerazioni più specifiche.

Oramai, al giorno d’oggi, non desta più alcun stupore che la maggior parte dei ragazzi (presenti in stu­dio) è cresciuta con solo un geni­tore, nella stragrande maggioranza dei casi la madre. Stiamo dando un esempio e che esempio! È questa “la norma” oggigiorno? Diventare grandi in una famiglia “monopa­rentale”, in una famiglia nella quale manca un genitore, 9 volte su 10 il padre?

Purtroppo non fa più alcuna mera­viglia il fatto che questi figli a, parte quelli che prima del divorzio vivevano soltanto un’assurda ed in­sostenibile conflittualità di “geni­tori “immaturi”, possano trovare del tutto normale crescere senza un riferimento quale era ed qual è il nucleo familiare. Non hanno modo di vedere e vivere il confronto fra genitori, la soluzione dei problemi e dei conflitti della e nella coppia, di confrontarsi non solo con la madre, ma anche e specialmente con il padre.

In generale, sempre per parlare di norma, della media dei casi, vivere con la madre risulta molto più semplice e finanche co­modo, ma poi questo non è senza visibili e tangibili conseguenze: le statistiche parlano chiaro: dove è mancato il padre, dove il padre è stato assente, l’uso di droga, l’alco­lismo, le tendenze suicide, il ri­corso all’omicidio, all’aggressività ed alla violenza fisica, le crisi di identità, i problemi psichiatrici, il precoce abbandono degli studi, e la lista da scriversi è ben lunga, sono percentualmente aumentati rispetto a chi invece un padre l’ha avuto e l’ha potuto incontrare quotidiana­mente, con regolarità.

La paternità è un fatto culturale di estrema, basilare importanza, la sua progressiva scomparsa, il suo an­nientamento da parte di una cultura di massa adagiata su consumismo ed individualismo, antiautoritarismo, deregolamentazioni progressive e generali deresponsabilizzazioni, sono certo che avrà nel presente, ma ancor più nel futuro, gravi ripercus­sioni sociali.

Dalla mia beneamata Vallemaggia, mi è giunta all’orecchio una situa­zione familiare a dir poco incredi­bile ma illuminante, la degenerazione dei nostri tempi. Una madre da poco sposata, con due figli piccoli di 4 a 6 anni, porta i figli con l’inganno, in Svizzera tedesca, a Zu­rigo: aveva promesso al padre di en­trare in Ticino entro un anno dalla partenza. Figli nati e cresciuti in Ti­cino, che hanno parenti, amici, mae­stre e compagni qui. Poi la madre cambia, rimane stabilmente a Zu­rigo, cerca e trova un altro compa­gno, avvia la procedura di separazione e divorzio. Ottiene, manco a dirlo, tutto quel che vuole! La custodia dei figli, i contributi ali­mentari richiesti, un punto di incon­tro ad Airolo, i diritti di visita al padre sorvegliati e vigilati in am­biente protetto (!) a Zurigo (!), sic­come a suo dire e la sua opinione è stata inserita nei documenti ufficiali perché presa per buona e veritiera dal perito psichiatra e dal pretore di­strettuale, il padre sarebbe da consi­derarsi (badate bene, dalla separazione!) inadeguato, imma­turo, pericoloso per i figli! Ma non è tutto, anzi l’incredibile arriva ora: in barba alle conclusioni della peri­zia ordinata dalla pretura di Cevio, in barba alla sentenza di divorzio, la madre oggi scavalca tutto e tutti, perfino se stessa e quanto affermato precedentemente: riconsegna i figli al padre, per lunghi periodi, per pa­recchie settimane consecutive! Pe­rito psichiatra e pretura ne sono al corrente, ma nessuno ha mosso un solo dito per proteggere i figli dal padre, evidentemente incolpato in­giustamente di mettere i figli in si­tuazioni di pericolo! Se la madre diceva la verità, oggi i figli non sa­rebbero tutelati, non sono protetti bensì messi in situazione di peri­colo! Se la madre ha invece di­chiarato il falso (e il fatto che oggi affidi tranquillamente i figli al padre, sostiene questa ipotesi), e quindi il padre non è affatto un pe­ricolo per i figli, allora pretura e/o perito psichiatra, devono essersi sbagliati e dovrebbero dunque “cor­reggere il tiro”, rettificando perizia e sentenza di divorzio.

Il padre ha ripetutamente chiesto una rettifica della perizia e delle sue decisioni ma, né la pretura, né il pe­rito lo hanno degnato di una benché minima risposta! Che fine faranno questi bambini? Che immagine po­tranno farsi della loro madre e del loro padre? Che idea matureranno della famiglia e dle matrimonio? Concludendo con una citazione: “È sempre maggiore il numero dei bambini che crescono con la metà di ciò di cui hanno bisogno. È pro­babile che essi saranno solo la metà di ciò che dovrebbero essere”.

ALDO PEDRONI AURIGENO



Comments

Newspaper

Movimento Papageno examines the legal and social impact of separation and divorce, with particular attention to the well-being of minors and shared parental responsibility.

We provide documentation and analysis to support informed decisions and balanced public discussion in Ticino and Switzerland.

Subscribe to receive updates.

A warned man is half saved

Best interests of minors

Harm to minors