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Commissione tutoria di Gordola e Autorità cantona­le di vigilanza: tutore si appropria i 5 milioni

Da: CdT, 27.05.08, pag 22

Una strana coppia e 40 milioni di franchi
È iniziato il processo per le maxi appropriazioni indebite sull'eredità Tobler


Arrivano in aula i gravi abusi finanziari avvenuti tra il 1998 e il 2001 a danno di un giovane multimilionario: una storia in bilico tra il dramma e la farsa, tra corse automobilistiche, esose fidanzate e intrighi interbancari

 Difficile immaginarli più diver­si uno dall'altro, i due imputati comparsi ieri al Pretorio davanti alla corte delle Assise criminali di Locarno. Italo Frignani, 53 an­ni, una vita sull'ottovolante nel­l'ultimo decennio: da piastrelli­sta in proprio a pilota di Porsche da competizione, per tornare - dopo il carcere - al più modesto volante di un taxi. Emilio Pedrot­ta, 67 anni e una vita da funzio­nario di banca, è all'opposto; pre­cisissimo e meticoloso, nel rac­contare come la sua esistenza da «sposato al lavoro» sia andata in pezzi, il 30 ottobre 2001:dopo l'ar­resto, un crollo psicologico che dura sino ad oggi.
Un incrocio di destini...
Ad accomunare due vite tanto di­stanti, il travolgente incontro - av­venuto nel febbraio del 1998 - con una monumentale eredità, e le sue indelebili conseguenze de­scritte nell'atto d'accusa firmato dalla pp Monica Galliker; ripetu­ta appropriazione indebita aggra­vata e falsità in documenti, con un ruolo da protagonista per Fri­gnani e una complicità «passiva» («non ha intascato un centesi­mo », è stato ricordato) per il suo bancario di fiducia Pedrotta.
...in una triste storia
La vicenda ha inizio alla morte di Miriam Tobler, nel febbraio 1998: il figlio 16enne Hansruedi resta solo con colui che da 6 anni è a fianco della madre, Italo Frigna­ni. Oltre ai compiti educativi, la nuova funzione di tutore com­porta anche un tutt'altro che irri­levante aspetto finanziario:l'ere­dità lasciata dal nonno ammon­ta infatti a circa 40 milioni di fran­chi, la metà dei quali totalmente nascosti al fisco. È a questo pun­to che la vicenda - come sottoli­neato dal presidente della corte Mauro Ermani - comincia a com­plicarsi.
Neri (non) per caso
Frignani e i vertici della filiale cit­tadina di Banca Stato - desidero­si di trattenere quello che è il lo­ro migliore cliente - scelgono per prima cosa di non dichiarare la somma in nero. Una situazione, quella per cui un istituto pubbli­co indica al cliente come evade­re le imposte dovute alla colletti­vità, che il giudice Ermani non ha esitato a definire «schizofrenica». Ma su chi ricade la maggiore re­sponsabilità per tale azione illega­le? Gli interventi degli imputati, per ora, sono stati improntati a un reciproco «scaricabarile».
Il braccio di ferro
Il passo successivo nella prima fase di gestione dell'eredità si compie nel corso del 1999. Pro­tagonisti, da una parte Frignani e i vertici locarnesi di Banca Stato, dall'altro la Commissione tutoria di Gordola e l' Autorità cantona­le di vigilanza.
Il nemico esterno
Di fronte alle pressioni delle au­torità per la nomina di un tutore finanziario esterno - a causa del­le perplessità sul profilo troppo aggressivo nella gestione dell'ere­dità - alla fine prevale una terza via. Il perito indicato dalle auto­rità è sgradito a Frignani e Banca­Stato:nel primo caso per evitare di perdere il controllo sui conti, nel secondo perché - è stato ricorda­to ieri - il prescelto viene giudica­to più o meno una «spia del Cre­dito svizzero», pronto a portarsi via il prestigioso cliente. Alla fine, viene perciò scelto - quale tutore finanziario di Hansruedi Tobler - l'ex direttore dell'istituto locarne­se Bruno Bianconi, la cui inter­pretazione del compito, ha tutta­via ricordato Mauro Ermani, è ca­ratterizzata «da una totale inatti­vità, che suscita non poco scon­certo ». In pratica, fino alla fine del suo mandato come tutore, nel gennaio 2000, Frignani ha il con­trollo totale sull'eredità.
Marzo '98: è qui la festa
Ufficialmente investito del ruolo di tutore, nel marzo del 1998 Fri­gnani dà così avvio alla incredi­bile serie di prelevamenti, bonifi­ci e trasferimenti che - entro l'estate del 2001 - lo porteranno ad avere sperperato oltre 5 milio­ni di franchi, dei 37 totali di cui prende progressivamente il con­trollo. Tra le spese domina la vo­ce auto sportive, omologate per la strada o ad uso unicamente corsaiolo:la passione di Frignani sono le Porsche, come la 996 GT3 da 150 mila franchi con cui si fa «pizzicare» in autostrada a oltre 200 chilometri l'ora. La nuova fi­danzata del tutore - una cantan­te residente in Italia, oggi sua ex moglie - è altrettanto esosa: solo dall'agosto al dicembre del 1999 le vengono «girati» circa 130 mi­la franchi, in diverse tranches.
Parola a Hansruedi Tobler
Mentre la giornata di ieri si è con­centrata sulle diverse operazioni effettuate da Italo Frignani, il di­battimento oggi dovrebbe riguar­dare le fasi finali della vicenda e l'arresto del tutore e del consu­lente.
È pure prevista l'audizione di HansruediTobler. Oliver Broggini




PRESIDENTE Il giudice Mauro Ermani. (fotogonnella)

 

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